Cosa sta succedendo al concorso notarile? I santi in Paradiso non sono silenti - Il fiore del distillato secolare delle clientele e dei privilegi
- Giulia Tatone
- 24 feb
- Tempo di lettura: 3 min

Il concorso notarile è considerato da molti uno dei concorsi pubblici più difficili in Italia. Non solo per l’elevato livello tecnico richiesto, ma anche per le modalità con cui si svolge.
Ogni anno centinaia di candidati si riuniscono a Roma per affrontare tre prove scritte. Formalmente ciascuna prova dura otto ore, ma in realtà la permanenza nei padiglioni può superare le tredici ore al giorno.
Prima dell’inizio effettivo, infatti, si susseguono procedure di sicurezza, controlli e autenticazioni che consumano tempo ed energie. Non è raro che la traccia venga dettata quattro o cinque ore dopo l’ingresso. All'ingresso della commissione che ha concordato la traccia in candidati applaudono, ringraziano la commissione per non aver perso un'altra ora di energie preziose da spendere nella stesura di atti, c'è infatti chi riposa sui codici cercando di tenere a bada le tensioni e chi passeggia nel padiglione. A questo punto la traccia viene dunque dettata.
Sì, “dettata”: la traccia non viene consegnata in formato scritto, ma letta ad alta voce contemporaneamente nei diversi padiglioni, spesso con un audio non ottimale. Ogni parola è fondamentale, perché un’errata comprensione può compromettere l’elaborato e portare all’esclusione. Una volta terminata la dettatura, il testo non rimane sempre a disposizione dei candidati, che devono quindi fare affidamento sui propri appunti e sulla massima attenzione prestata durante la lettura.
Solo da quel momento iniziano ufficialmente le otto ore di prova. Nelle prime ore, peraltro, non è consentito nemmeno allontanarsi per andare in bagno. Si tratta di giornate estremamente intense, che mettono a dura prova la resistenza fisica e mentale.
Chi sono i candidati
I partecipanti non sono improvvisati. Sono giuristi altamente qualificati che hanno dedicato anni — spesso tra i due e i dieci — allo studio esclusivo delle materie oggetto del concorso: diritto civile, commerciale e diritto delle successioni. Molti frequentano scuole notarili private di altissimo livello, spesso molto costose, che offrono una preparazione specialistica mirata ad affrontare le prove scritte: la preparazione non è dunque accessibile a tutti.
Si tratta di un investimento significativo, sia in termini economici sia personali: anni di studio intenso, sacrifici lavorativi e rinunce nella vita privata.
I numeri e le perplessità
Tradizionalmente si afferma che il concorso notarile sia meritocratico. Un dato spesso citato è che solo una minoranza dei notai (circa il 15%) esercitanti sia figlio di notai, elemento che sembrerebbe smentire l’idea di un sistema chiuso.
Eppure rimangono alcune criticità. I posti messi a bando non vengono quasi mai coperti interamente. Nell’ultimo concorso, a fronte di 400 posti disponibili, ne sono stati assegnati 278. Questo significa che oltre un centinaio di sedi rimarranno vacanti, nonostante l’elevato numero di candidati e la lunga attesa — che può durare da uno a due anni — per conoscere l’esito delle prove scritte, durante i quali i candidati continuano a prepararsi senza sosta.
È qui che emergono dubbi e malumori. Come è possibile che, dopo anni di preparazione e con un fabbisogno evidente, così tanti posti restino scoperti? Il problema è un livello di selezione troppo elevato? Tracce eccessivamente complesse? Modalità organizzative non più adeguate ai tempi?
Molti candidati lamentano che le tracce siano diventate negli anni sempre più articolate e contorte, talvolta poco lineari rispetto alla prassi professionale reale. Altri chiedono maggiore trasparenza nei criteri di correzione e tempi più certi nella pubblicazione dei risultati.
Idonei e non idonei
Chi ha superato le prove scritte ed è in attesa dell’orale merita serenità e chiarezza.
Molti di questi candidati sono preparatissimi e non hanno Santi in Paradiso perchè il concorso notarile rimane un esame meritocratico.
L’esame orale, che verte su ulteriori materie, rappresenta l’ultimo ostacolo prima dell’ingresso in una professione costruita con anni di sacrifici.
Chi invece non è risultato idoneo chiede risposte altrettanto concrete: una riflessione sul sistema, sulle modalità di svolgimento e sulla coerenza tra posti banditi e posti effettivamente coperti.
Una riflessione sul futuro
Il concorso notarile rappresenta un passaggio fondamentale per l’accesso a una funzione pubblica di grande responsabilità, spesso sconosciuta quanto affascinante ai non addetti ai lavori.
Proprio per questo, richiede non solo rigore nella selezione, ma anche procedure trasparenti, moderne e coerenti con il principio di efficienza.
L’auspicio è che le criticità evidenziate possano diventare un punto di partenza per un miglioramento del sistema, nell’interesse dei candidati e della collettività.
A chi ha superato gli scritti con impegno e merito va un sincero augurio per il prosieguo del percorso. A tutti gli altri, l’augurio è che il dibattito in corso possa contribuire a rendere il concorso sempre più equo, chiaro e funzionale.

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